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Walter Ravizza

BIOGRAFIA:

 

Walter Ravizza nasce a Milano 11 Luglio 1955

Non appartiene al mondo prestabilito dell’apparire e dell’essere che spesso connota l’ambiente artistico;

Gli piace affermare che un artista pensa e realizza e che il resto non gli appartiene.

L’asserzione che un’opera d’arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali e cioè:

Essere originale, Provocare un’emozione, Essere iniziatica (citazione originale di Arturo Schwarz che Walter Ravizza fa sua per gentile concessione dell’Autore), definisce il suo carattere pungente e l’animo inquieto tipico di chi si mette sempre in discussione con se stesso attraverso la ricerca del pensiero.

 

Grafico pubblicitario, ha da sempre esplorato il mondo della comunicazione, della pittura, della fotografia e della computer grafica attraverso tutte le tecniche di realizzazione.

In qualità di professionista della grafica e della pubblicità, come creativo, ha lavorato per brand nazionali e internazionali di assoluta rilevanza mondiale, spaziando nel settore della carta stampata, la radio, la televisione, la fotografia e l’internet.

Oggi si dedica esclusivamente alla sua arte: Il Relazionalismo.

Mantiene viva la ricerca della Digital Art attraverso progetti artistici di comunicazione di ampio respiro e la realizzazione personale di opere uniche di fine art visionabili sul sito: www.ravizza.eu

 

 

IL RELAZIONALISMO

Il Manfesto:

 

L’Arte è viva. Vivi con l’Arte.

Il potere dell’arte è il potere della trasformazione. Il Relazionalismo definisce il continuo cambiamento dell’opera dell’artista attraverso il gesto e l’intimo percepito di chi sceglie di vivere con lui la sua composizione.

 

Niente di ciò che vive resta immobile.

Tutto scorre, cambia e si modifica ed è soggetto al principio di eterna mutazione. Viene meno l’approccio sterile e di fasulla venerazione che ci ha tenuti fin qui a distanza dal lavoro dell’artista.

 

Il nuovo secolo abbatte l’ultima barriera della sacralità dell’Opera Artistica, l’ultimo tabù: non toccare. L’Opera d’Arte comunica, gioca, agisce; si trasforma non già in solitudine ma con la complicità del suo partner naturale, di colui che l’ama e che la partecipa attivamente.

 

Non accontentiamoci più di guardarla e giudicarla da lontano, l’approccio intellettuale non è sufficiente e l’Opera d’Arte vuole farsi toccare. Avviciniamola senza soggezione, mettiamole addosso le mani, raccogliamo il vero senso della provocazione dell’arte; facciamola finalmente nostra perché l’Arte è di tutti. L’opera d’Arte te lo chiede perché è viva: toccami.

 

Waler Ravizza - Marzo 2012

 

Testo Critico

 

Si definisce padre di se stesso, non figlio di qualche corrente artistica. Walter Ravizza è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell'Arte, lui che considera l'ARTE viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore se quest'ultimo sarà capace di parteciparvi.

 

"Tutto scorre" sosteneva Eraclito, tutto è soggetto a mutazioni, e al fruitore dell'opera d'arte deve essere data la possibilità non solo di osservare e di capire, ma di toccare con mano, ed essere causa delle trasformazioni presenti in essa. Trasformazioni che riguardano la materia, ma anche il pensiero, l'idea, e gli equilibri cromatici dell'artista che l'ha creata. Trasformazioni che riguardano chi la possiede e ha deciso di condividere con lei un percorso e uno spazio fisico. Oggi aperta, domani chiusa, verticale o orizzontale; non siamo tutti i giorni uguali, non abbiamo tutti i giorni le stesse predisposizioni sentimentali, le stesse percezioni estetiche e visionarie.

 

Grafico e creativo pubblicitario, Walter Ravizza è sempre stato aperto al mondo della comunicazione, ha esplorato quindi la pittura, la fotografia e la computer grafica nelle differenti tecniche di realizzazione.

 

Nell'arte riesce a trovare un suo modo di esprimersi, a diffondere quello che è il suo punto di vista sui cambiamenti e i nuovi argomenti che l'Arte contemporanea si trova ad affrontare.

 

Lontano da etichette, da convenzionalismi, da correnti già conosciute, nasce il Relazionalismo di Walter Ravizza.

 

Nell'osservare le sue tele quello che colpisce è il volume che l'artista dà all'immagine. L'utilizzo di stucchi e inserti aumenta lo spessore ed accentua quella dicotomia tra la tela di sfondo e quella in primo piano. I colori sono sempre diversi, carichi di energia e in grado di armonizzare fra loro o di contrapporsi con decisione, con il risultato di attirare l'attenzione per la loro pastosità e densità. Le forme sono pulite, geometrie naturali, semplici da comprendere.

 

Sulla tela Walter Ravizza realizza le stratificazioni del nostro io profondo e sfaccettato. Quadri sovrapposti e uniti insieme, ma apribili, mutabili nella forma e nel colore secondo la volontà e il desiderio di chi in quel momento ne fruisce. Nascono così opere con piani di coscienza in metamorfosi continua, prerogativa di tutto ciò che ha una vita propria.

 

È questo il significato del Relazionalismo, la possibilità di scoprire e capire un'opera non solo attraverso ciò che si vede, ma toccandola, rimanendo coinvolto nel cercare le idee che essa contiene facendole nostre, modificandola cercando attivamente i sentimenti che nasconde, le emozioni che trasmette. A noi soltanto.

 

TESTO DI ROBERTA FILIPPI PER ORLER/LAB

 


 

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