QUEEN ART STUDIO
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Margherita Giordano

NOTA BIOGRAFICA

Margherita Giordano, consegue la laurea in Scenografia con il massimo dei voti, nel 2011, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Già durante gli anni dell’accademia prende parte a numerose esposizioni collettive della capitale, fra cui “Urban Art”, presso la Quantum Leap Gallery (nel prestigioso rione Monti), nel febbraio 2011. Nel 3013 consegue la qualifica professionale di Interior designer presso l’Istituto Quasar di Roma, ma continua la sua attività espositiva con alcune personali in numerosi poli culturali romani. Nel 2014 la collaborazione con l’azienda 197 Piermarini Design si concretizza in una personale dell’artista nei bellissimi spazi dello store di viadei Prati Fiscali (RM), intitolata “Les yeux fermes -l’Arte incontra il Design”.
Proprio questo grande amore per la pittura e l’illustrazione da una parte, e per il design dall’altra,la conduce ad inserirsi nella stimolante realtà di Flatland studio, presso la Citta dell’altra economia(RM), dall’inizio del 2013. Assieme agli altri professionisti presenti nello spazio di coworking(architetti, ingegneri, artisti), organizza e prende parte a numerose iniziative ed eventi culturali,nella veste di pittrice ed illustratrice e realizza costantemente opere su commissione per privati ed esercizi pubblici.
Nell’ottobre 2016 viene selezionata per alcune collettive italiane, fra cui “Veritas Feminae”, nella prestigiosa location di villa Bernasconi sul lago di Como (a cura di Gina Affinito), e “Sotto un unico cielo”, presso l’Auditorium al duomo di Firenze.
Nel 2017 inizia una collaborazione con la nuova realtà romana del Lab 174, galleria e location per eventi e corsi d’arte, con la quale collabora attivamente sia in qualità di artista che di insegnante di discipline artistiche.
Nel Settembre 2017 viene inserita nel catalogo dello Spoleto Art festival, partecipando ad una importante mostra collettiva nella splendida cittadina umbra, curata da Massimo Rossi (per il gruppo Chapeau) e Carla Mazzoni.
Nel Novembre 2017 realizza una personale di 15 opere dal titolo Cogito Ergo Amo, nella divertente realtà del quartiere romano di San Lorenzo, fucina e crocevia di numerosi street artist provenienti da tutto il mondo.
Il suo curriculum artistico si arricchisce all’interno di questo ultimo anno di numerose opere
inserite all’interno di cataloghi e di testi critici ed interviste riguardanti il suo lavoro.

 

Margherita Giordano
Cogito ergo Amo

I mostri classici, mostruosi nella loro perfezione, attanagliano l’artista nel suo creare? Probabile, sarebbe impossibile pensare all’arte oggi senza essersi scontrati con la grandiosità classica. Dobbiamo inoltre valutare che allo stesso livello c’è un’altra porzione di realtà a prevalere nella loro opera: è quello stesso tipo di perfezione artistica presente in natura, che fu ispirazione di questa mimesis classica. Non se ne può parlare in tutte le correnti artistiche, quando l’inconscio e la sua manifestazione prende il sopravvento,
quando il gesto di rabbia, il pensiero o la rivolta fanno la natura dell’opera: sono un altro discorso gli automatismi psichici, l’espressionismo astratto, ma Margherita può solo con questa riproduzione svuotarsi sulla tela, il suo inconscio è libero solo se sviluppato in studi lineari. In una fitta rete creata da geometrie che si ripetono come un ornamento generando la composizione, la libera perfezione della natura trova la sua serena vitalità in un modulo: lo studio è l’anima di queste opere, non solo come ricerca, ma come sfogo personale del suo sentire. Può forse trovare un impiego visivamente più forte e strutturato un sentimento
così intenso e crudele da essere espresso nelle geometrie?

La formazione di Margherita è fatta di studio e perfezionamento, prima della storia dell’arte, poi il diplomaall’Accademia di Belle Arti in scenografia, il design, tutt’ora alla ricerca di nuove tecniche e in continuo apprendimento.
Il romanticismo e i tratti classici sormontati da intrecci simili a miniature gotiche, a volte connotati da un tocco più glamour, creano opere affascinanti calibrate tra linee e pochi colori essenziali per la composizione: piccoli formati, maggiormente A4, davanti ai quali ci si blocca, c’è sempre qualcosa di familiare in loro.

Il cuore, l’amore, e il cervello, la ratio, che dominano nella sua ricerca artistica sono il
centro della sua produzione: i suoi mandala che rassicurano lo sguardo e se stessa in una dimensione confortante, si sviluppano attorno ad un fiore come alla pietà di Michelangelo, chiaroscuri di sculture classiche perfetti, dettagli di una bravura e del passato studio accademico. Inscritti nei mandala, nella rassicurante circolarità che racchiude il cuore, i versi che lo rendono più vero intenso e protettivo: citazioni che sono dichiarazioni d’amore per ciò che fa e che la spinge a migliorarsi ogni giorno, una ricerca continua del bello, del perfetto, o meglio l’armonia di una ripetizione perfetta. Una giovane artista con il suo animo
che muta e che non smetterà di stupirci nei suoi connubi di geometria e forme armoniche, nel districarsi di una ricerca continua.

 

MARGHERITA GIORDANO
“Strumenti magici”. A cura di Graziano Russo

 

Osservando i tuoi lavori, penso ad una artista seduta a un tavolo da architetto, ma allo stesso tempo su una scrivania piena di libri...
Due elementi fondanti la mia formazione, difatti. Pur amando l'arte in tutte le sue forme fin da bambina,intrapresi la tortuosa strada del Liceo Classico, passando la mia intera adolescenza sui libri, e finendo per amarli profondamente. Poi il tavolo da architetto, che probabilmente all'epoca era l'elemento tecnico più all'avanguardia del dipartimento di Scenografia dell'Accademia. Quindi si, il libro è il tavolo da architetto
sono un pò i miei primi 'strumenti magici'

 

Quali sono i testi a cui sei maggiormente affezionata?
Sono sempre stata soggetta ad 'innamoramenti' letterari ed artistici improvvisi e frequenti, spesso spaziando fra generi e autori molto diversi fra loro. Ad esempio, per me può essere importante Simone de Beauvoir con il suo 'Memorie con una ragazza perbene' o 'l'illuminante trattato ''Il secondo sesso', così come l'intera saga di Harry Potter.

Amo profondamente la poesia, in particolare Beaudelaire, e tutta la
Francia di fine '800, ma non posso nemmeno sottovalutare l'impatto che ha avuto su di me la lettura de 'Interpretazione dei sogni' di Freud.

E' difficile per me trovare pochi titoli fra cui circoscrivere i miei preferiti!

Lo studio è una parte fondamentale di ogni artista, quel disordine ordinato senza il quale non si potrebbe lavorare.

 

Quali sono le condizioni ideali per il tuo lavoro?
Ho la grande fortuna di vivere una casa/studio, quindi ho avuto la possibilità di organizzare uno spazio ragionato. Sinceramente non vivo quella tipologia di studio estremamente caotico o 'da artista' come da banale cliché. Ho bisogno tanto di dare un ordine a uno spazio, quanto di sentirmi libera di spaziare e sporcare, come è normale che sia. Quindi forse il mio è una specie di disordine domato! Libri e musica sempre come fedeli compagni, insieme a scatole e carta a non finire.

 

E le opere a cui sei particolarmente legata?
Come per i libri, fare una scelta fra le opere d'arte 'del cuore' è un compito difficilissimo. Credo però di poter ricordare la sensazione primaria che ho provato di fronte ad alcuni grandi capolavori. Ad esempio il mio indimenticabile colpo di fulmine con l'arte, a 12 anni, con i miei genitori per la prima volta a Parigi, alla Gare d'Orsay: in quel luogo tutto il complesso museale ed espositivo, e la girandola di colori impressionisti mi fecero quasi trasalire. E un simile impatto posso solo associarlo, in età più adulta, ad opere gigantesche
come Guernica di Picasso o Il Giudizio Universale di Michelangelo. A volte ci si può solo sentire grati di essere parte di tutto quell'universo che opere cosi grandi raccontano.

 

Roma è una città che come sempre vive di contraddizioni, e di un caos che arriva prepotentemente ad ogni persona che vi ci abita. Riesce ad aiutarti nella tua creatività o preferiresti un'altra città o addirittura un posto più isolato?
Sono sempre stata fermamente convinta della forza del Genius loci. Sono nata a Roma, nel quartiere Prati,sotto al 'cupolone', ho avuto la fortuna di giocare da bambina a piazza San Pietro, così come ai giardini pubblici, ed inevitabilmente quello che ho visto nei miei primi anni di vita ha 'educato'il mio senso estetico. La maestosità della Roma barocca ha sicuramente condizionato tutto il mio lavoro, il mio modo di vedere. Di contro, anche tutta la città più underground, delle strade e i locali di San Lorenzo, del Pigneto e la loro vita brulicante di arte e spinte creative, è stata altrettanto importante. Roma è una ispirazione
costante, amo spostarmi a piedi, godermi i suoi angoli e perdermi nei vicoli del centro.

Nelle giornate 'no'una passeggiata per la mia amata Roma, riesce sempre a farmi sentire diversa. Non aspirerei mai a vivere
altrove al momento.

 

 

 

 

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