QUEEN ART STUDIO
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FRANCOBIANCHI-POTECA

L'ARTISTA E L'ARCHITETTO

 

 

FrancoBianchi-Poteca è nato a Fontana Liri (FR) nel 1956 ed è laureto in Architettura.

La sua ricerca artistica nel campo della pittura è notevole già negli anni 70/80.

Nel 1974 a soli 18 anni, partecipa alla Rassegna d’Arte “Città di Settefrati/Val di Comino “ dove gli viene conferito il primo premio dalla giuria presieduta dal poeta e scrittore Libero De Libero. All’inizio degli anni 80 la sua ricerca formale è contrassegnata dall’uso di una figurazione autobiografica in spazi intesi come proiezione onirica della realtà. Negli anni 90 lavora soprattutto nel campo dell’architettura, dell’urbanistica  e del design, con all’attivo una notevole quantità di opere commissionate da enti pubblici. In questi anni l’attenzione dell’artista verte soprattutto a nuove sperimentazioni che spesso si orientano a  verifiche culturali sulla produzione pregressa.

Tali ricerche lo hanno portato negli anni 2000  alla realizzazione di  una notevole  quantità di opere  che spaziano dalla scrittura, all’istallazione, da lavori pittorici a opere scultoree fino a sperimentare film con slideshow di immagini.

Al suo attivo si possono accreditare numerose mostre personali, collettive, concorsi, lavori per conto di enti pubblici e pubblicazioni.   

 

 

 

“L’Observateur Alerte”

E’ vasto, alternato, eclettico, il lessico artistico,che spazia dalla pittura alla scultura, spingendosi sino  alla scrittura,  più volte riformulato da FrancoBianchi nel corso degli anni.

E’, invece, un processo  progettuale, compositivo, grafico, essenzialmente  “trifasico”(Concept/Asseblage/Fissage), composto di pochi elementi cromatici,  quello che  compie sui grandi supporti (Macro scala pittorica). Evidente nelle sue opere è la volontà formale che gradualmente  tende al polimaterismo, si guardi all’ampio uso di materiali utilizzati e reinventati (c’è una sorta di rigido rifiuto della convenzionale concezione di oggetto). Già lontano dagli originari canoni dell’auto figurazione,  plastica omogenea  e multicolore, la sua pittura approda ad un’idea  essenziale, istintuale e spontanea, sorretta da concrete e composte strutture formali. La tela, perimetro narrativo già delimitato, successivamente rifrazionato , diviene quinta  scenica o sfondo  ove prende forma  una scrittura ora pittorica, con la stesura cromatica alternata ad ampie zone di raffreddamento; ora architettonica, maggiormente urbana, laddove  la naturale inclinazione lo porta a tessere liberi segni di grafite che rimandano direttamente alla genesi prima di contesti urbani, ad accennate vedute dall’alto, planimetrie  e/o  a moderne visioni di insieme; ancora, e contestualmente, la sua scrittura è ritmata come se le quattro tele (a volte anche meno) fossero “metricamente disposte” in rima ora baciat­a, ora alternata, ora incrociata. Non v’è, stereotipata, maniacale ricerca, né ossessivo o metaforico rimando, né banale descrizione, ma, al contrario, si evince il chiaro bisogno di continue sperimentazioni linguistiche che aprano la via alla contaminazione e all’innesto (alla mutua collaborazione) tra pittura e scultura, come è evidente nelle installazioni che hanno sempre protagonista un “siptace” (pappagallo), probabilmente ponte dialettico tra il proprio fare arte e l’uomo-fruitore (“L’observateur alerte”, il pappagallo, è vigile appunto, astuto, prudente, ha una memoria forte,  impara velocemente, ha coscienza delle sue azioni. Fedele, ma irascibile, vendicativo).

Francesco Pittiglio Berger 2013 Aprile

 

 

 

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IL SEGNO CONTROLLATO: OPERE DI  FRANCOBIANCHI-POTECA

di

ANGELA SANNA

I lavori recenti di FrancoBianchi segnano un percorso artistico che conosce diversi lustri di attività e di ricerca pittorica. Architetto di professione, si misura con l'arte della pittura fin dalla giovinezza, trovando in essa l'attuarsi concreto di una passione quasi innata e lo stimolo, sempre desto, a sperimentare attraverso i segni. Il segno controllato, appunto, come suggerisce il titolo della mostra, costituisce una delle numerose definizioni potenziali di queste opere, anche se, in realtà, la ricchezza di suggestioni formali e di spunti tecnici travalica di gran lunga questa semplice interpretazione. La pulizia, l'assenza di sbavature nei lavori di FrancoBianchi sono certo indici di un controllo esecutivo che tutto misura, ma vi è di fondo un groviglio di idee e un complesso di suggestioni che lo stesso segno riesce a stento a contenere. Forse è proprio questo il nodo dal quale si diramano i lavori dell'autore, fatti di contrasti e accostamenti che coinvolgono ogni elemento dell'opera, dal supporto ai segni, dai formati alle cornici, dalle campiture di colore alle forme, dai

mezzi pittorici ai materiali applicati. Con l'assemblaggio di più tele di grande formato, e di per sé autonome, FrancoBianchi realizza vasti polittici composti secondo una logica di continuità tra i vari pezzi: bande di colore, segni grafici, planimetrie ignote, figure aniconiche si ricompongono in una struttura che, obbedendo alla forma mentis dell'architetto, concede all'estro formale senza tuttavia sacrificare l'effettiva funzionalità e solidità del prodotto artistico. Negli stessi lavori, vice versa, la pittura permette all'artista di scardinare tale griglia, favorendo il dispiegarsi libero di una composizione emotiva più che mentale. Ecco allora il fraseggio dinamico e reiterato della matita, i geroglifici aleggianti sulla superficie, le tonalità, spesso decise e brillanti, contrapposte al bianco, che si fa luce nel confronto con gli acrilici o che diviene supporto neutrale per le misteriose planimetrie che affiorano, minuscole, in superficie. A guardarle, queste planimetrie - che connotano diverse opere di FrancoBianchi - sono visioni di città percepite da un'altitudine nella quale incrociamo fasce di colore, forme brulicanti di segno e materia,  grumi di perline e frantumi brillanti. Una cifra stilistica che l'autore sembra invece tradire, o rispettare solo parzialmente, nei grandi tondi, dal sapore antico, dove il dato segnico si sottrae al controllo memore, sul piano tecnico, dell'espressionismo astratto e del dripping. L'elaborata cornice dorata e intagliata che le circoscrive, conferisce a queste opere una nota di preziosità che ritorna, con altra modalità, negli inserti dorati e nei piccoli elementi brillanti che cospargono, in diverse zone e diversa densità, i polittici o i singoli quadri. I tondi, così incorniciati, creano un riferimento colto al passato, facendoci riflettere nuovamente su come, nel modus operandi dell'autore, i contrasti e le contrapposizioni siano una fonte di ispirazione fondamentale, e possano far coesistere elementi distanti al di là di ogni sequenza logica e cronologica. Fonte di riflessione ed elaborazione è anche, per FrancoBianchi, la sua sedimentata e ormai rarefatta acquisizione di immagini viste nelle opere di grandi maestri da lui stesso osservate in passato, da Mondrian a Kandinsky fino a Francis Bacon. E' presumibile che il suo propendere verso l'esperienza a-figurale - o 'astratta' - si sia nutrito delle geometrie e delle forme dell'astrattismo storico, elaborate non a caso da artisti ugualmente a contatto, seppure diversamente, con il mondo della progettazione - il Bauhaus, come è noto - da Kandinsky a Klee. Di qui, anche, il rigore compositivo, che l'artista raggiunge calcolando le distanze e la simmetria tra le forme, e l'equilibrio cromatico, tutt'altro che casuale nei contrapposti e contrappunti ricercati. Architetto e artista entrano in comunicazione, nelle opere di Franco Bianchi, come un naturale e raffinato incontro  tra parti complementari. 

 

Angela Sanna Aprile 2007

 

 

CURRCULUM ARTISTICO

 

 

· Per citare il suo impegno nel campo dell’arte possiamo ricordare : 

· --1975 -Mostra Nazionale di Grafica–Cassino (Mostra collettiva) -1977 -Mostra Vicolo della Cascata -Isola del Liri- (Mostra collettiva)

· -1981-Palazzo Comunale di Ferentino (Mostra collettiva)Palazzo del Comune di Fontana Liri-(Mostra Personale a cura dell'Amministrazione Comunale) Monumento a Cesare Pascarella -(Incarico del Comune di Fontana Liri)-Monumento a Nicola Parravano-(Incarico del Comune di Fontana Liri).Scenografia del film “Martedì Grasso” prodotto a cura dell’Università di Roma- Film in concorso al Festival Internazionale del Cinema di Karlovy-Vary -Repubblica Ceca- Regia di Francois Proia

· -1982- XXVII Premio Internazionale Valle Roveto (Premiato)

· -1983_Galleria"Porto di Ripetta"- Roma- (Mostra personale )-"Un quadro per la pace"Palazzo comunale Boville Ernica (Premiato -Mostra di Pittura e Scultura Italia/Giappone-Centro Iniziative Culturali-Avezzano

· -1984-Mostra di Pittura Contemporanea -Colleferro(Premiato)-VI -Rassegna di Arti Figurative di Frosinone (Premiato) -Monumento in bronzo ad Antonio Simonelli  (Incarico Comune di Arce)-XVIII Premio Internazionale  Valle di Roveto (AQ)

· 1986-Tra intuizione e realtà-Studio R -Vicenza- (Mostra personale)-1987 Proiezione   archivio   d'arte  della  Sala 1 - Roma -Palazzo dei Congressi -Roma-(Collettiva a cura della "Galleria Studio del Canova")  -1988 -Accademia di Spagna - Roma- (Mostra Collettiva) -Trasfigurale- Palazzo Gottifredi di Alatri- (Mostra personale )

· -1989-Palazzo della Camera di Commercio di Chieti (Mostra personale)

· -1991 Premio C.I.S.L.   Frosinone (1° classificato )-E adesso? Arte e cultura in movimento - Spazio espositivo ex Università -Pescara- )

· -1992-Mostra di Architettura e Urbanistica- (Grattacielo dell'Edera di Frosinone a cura dell'Ordine degli Architetti )

· 1994/2006-Lavora soprattutto nel campo dell’architettura, dell’urbanistica e del design, con all’attivo una notevole quantità di lavori commissionati da enti pubblici. Il lavoro artistico, in questi anni verte soprattutto sulla sperimentazione ed alla ricerca che spesso si orienta anche a lavori di poesia visiva / istallazioni e verifiche culturali sul lavoro pregresso-

· 2007-Il segno progettato -Mostra personale Villa Comunale- Frosinone -

· 2008- Nella casa di Circe Mostra personale San Felice Circeo ( LT)-

· 2009-Aria Acqua Fuoco Terra Villa Fogliano (Latina ) -Sensi e magma : 1° Transito poetico: La genesi del libro - Castel di Sangro (AQ) Prova d'autore-

· 2011- In-Natura (Latina)  2° Transito poetico: La venere e il libro- Villa Fogliano (Latina)

· -2012-I luoghi della musica  (Latina ) - Fiat lux- Centro Arte e Cultura - Comune di Sermoneta (Latina) -Spazio Arte First Hotel ( Collettiva Roma)

·  -2013 -Mostra Collettiva Spazio Comel ( Latina ) -Fondazioni Moderni Mostra personale (Roma ) La venere degli uccelli- Villa Fogliano (Latina ) -2017-La dama e il libro ( Istallazione)   Palazzo della Provincia Frosinone  a cura della Amministrazione Provincile)-

· 2018 - ARTEXPO New York - Esposizione Internazionale ART Nordic - Copenaghen DK ( QueenArtStudio Padova). Le sue opere figurano in spazi pubblici e collezioni private. Hanno scritto giornali e riviste specializzate.                                                 

 

 

 

 

 

ARTWORKS

ESPOSIZIONI CON QUEENARTSTUDIO GALLERY

 

ART NORDIC APRILE 2018 COPENHAGEN

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