'EDEN' ESPOSIZIONE PERSONALE DELLE OPERE DI ROSSANA MELAI

 

‘Eden’ Esposizione Personale delle Opere dell’’Artista Rossana Melai

Presentazione :
Un mondo originale, quello di Rossana Melai
Prima della caduta dell’Eden, mentre ci si crogiola nel bagliore di un paesaggio senza ostentazioni, che richiama in vita instancabilmente come un Mantra il paradiso terreno, per spingere la follia degli uomini verso una quiete sublime.
Ed è lì, in quella quiete, che si distingue qualcosa legato al dinamismo universale, immaginando le leggi della crescita, e dietro di loro, la profonda unità biologica e forse un giorno pascolando, l'alchimia dell'anima.
Padova è l'ambiente in cui si produce la maggior parte delle sue Opere dove dunque, rappresenta la natura, che sovente è il suo tema principale. L’acrilico è il mezzo che riempie, che modella come se fosse un impasto ad olio, fatto di pigmenti puri e audaci nel colore e che incarna le proprietà specifiche della spontaneità del suo stile come Pittrice.
Le sue Opere riferiscono leggere scene di giardino, spazi della natura incontaminati dall’uomo dove l’uomo ne è consapevole fautore, nella sua esaltazione, invitando lo spettatore a fuggire dai rumori e dal caos e a scoprire ciò che è nascosto in quel remoto luogo floreale perduto. Nella nostra società che deve evolversi così in fretta, all’Artista piace l'idea di fermarsi per isolare un fiore nella semplicità del primo giorno di nascita e restare lì, in una gioiosa contemplazione nell’immaginario di piccoli angoli nascosti
Il suo stile è descrittivo e l'uso vivace del colore è unico nel suo genere, i fiori sono la sua materia preferita, ma dipinge anche una varietà di soggetti, combinando uno stile realistico, a un tocco di fantasia.
Rossana Melai ama la produzione di dipinti di grandi dimensioni, ma anche le sue Opere più piccole sono gemme. . Nelle sue opere rappresenta principalmente fiori, dipinti in modo sempre diverso – rigogliosi, esotici, rari, selvaggi, di prato, di campo – ma troviamo anche giardini, prati, scorci lacustri, marine; la natura è comunque sempre l’unica protagonista. I fiori hanno colori squillanti e crescono rigogliosi a ciuffi e a cespugli, conquistandosi uno spazio da protagonisti. L’acqua di mare, di fiume di torrente è cristallina e pare di cogliervi i profumi salmastri, mentre le immagini lacustri e i suoni e gli echi dei boschi suscitano serenità e i ruscelli pare gorgoglino. La realtà è rappresentata con freschezza e vivacità cromatica e, come l’artista stessa afferma, non cerca di imitare la natura, ma di cogliere in essa uno stimolo per ricerca cromatica.
Ama l’asserzione di Van GOGH che dice che l’Artista deve rivolgersi alla Natura che è maestra e tiene presente Aristotele quando afferma ‘Alcune cose che la natura non sa fare, l’arte fa, altre invece le imita’.
Il suo lavoro è una miscela di ritmo, forme vegetali, spiritualità radicata sullo sviluppo di una poesia visiva.

Dr.ssa Maria Grazia Todaro

Bio

Rossana Melai, originaria di Padova, ha dedicato la sua vita all’arte. Diplomatasi all’Istituto Magistrale durante gli studi ha conseguito il diploma di Maestra d’Arte per l’arte delle ceramiche ad Este dopo una formazione precedente da maestri ceramisti nelle Marche. Si laurea in lettere all’Università di Padova e intraprende la carriera d’insegnante di educazione artistica nelle scuole secondarie approfondendo a piene mani il suo grande amore per la disciplina. Dipinge dal 2008 e nello stesso anno ha presentato la sua prima mostra a Teolo, nel Palazzetto dei Vicari. Negli ultimi anni ritorna alla sua prima formazione artistica producendo in particolare vasi artistici smaltati o in maiolica con una visione personale ed unica sia per manualità esecutiva ed espressiva. Ha esposto in numerose città italiane e ultimamente a Barcellona
 
11-26 Maggio 2019

Inaugurazione con Aperitivo Artistico Sabato 11 Maggio ore 18

QueenArtStudio Gallery Riviera Tito Livio 75 -35100 Padova tel 3346447738
h mart-ven 16.30-19.30 dom 10.30/12.30-16.30-19.30

PERSONALE DI                    ELENA BORBONI                    E                                          VINCENZO BIAVATI

IL 6 APRILE 2016  QUEENARTSTUDIO GALLERY

inaugura le personali degli Artisti Elena Borboni e Vincenzo Biavati

 

Un connubio che tra due Artisti che attraverso i colori e la luce esprimono entrambi ,con tecniche completamente differenti e , in due ambienti distinti della Galleria, un inno alla vita.

 

Le Opere resteranno in esposizione presso QueenArtStudio Gallery fino al 30 Aprile, escluso il periodo delle vacanze pasquali


La Mostra sarà visitabile dal martedì al sabato dalle ore 16.30 alle 19.30

 

Inaugurazione con Aperitivo Artistico il 6 Aprile 2019 alle 18.00

Riviera Tito Livio 75 a Padova –Ingresso Libero

Gli Artisti  saranno presenti all’Inaugurazione.

 

MariaGrazia Todaro Art Director di QueenArtStudio Gallery

Riviera Tito Livio 75-35100 Padova

www.queenartstudio.it

queenartstudiopadova@gmail.com

tel 3346447738

ELENA BORBONI

 

Al piano superiore della Galleria si potranno ammirare le Opere Pittoriche di Elena Borboni.

La “missione” di Elena consiste nell’esprimere l’elemento eterno della vita, nel liberare la bellezza essenziale della natura e sentire attraverso il colore.
Le sue Opere sono un’insieme di raffigurazioni ove la sfera racchiude un movimento ciclico di rinnovamento per esprimere il “SE”.
Le simbologie delle rose, dei soffioni, degli alberi, ci inebriano di interminabili racconti, manifestati con generosità dall’artista, che osserva e narra con orgoglio il senso dell’immanenza della vita, mettendola ogni volta in scena, divenendo parte inscindibile del mistero in essa contenuto.
Nel suo incedere creativo, nulla è elemento casuale, ma un’abbracciare il proprio sentire, un rappresentare la continuità dei cicli vitali.
In questo contesto persuasivo essa diventa l’apoteosi della serena gioia del profondo radicamento tra noi e la natura.
Un linguaggio interiorizzante, una ricerca intima, ma al contempo calcolatissima, che si regge su precise corrispondenze e giustapposizioni di toni, come un brano musicale, sinuosa, armoniosa e ritmica, partecipe delle sensazioni che la tela intende trasmettere.
Ella sente il “ bisogno – l’esigenza ”, di plasmare, toccare, impastare ed essere in simbiosi, materiale e reale, con la natura stessa, interagire intimamente con il suo quadro, per esprimere un racconto che trova l’essenza umana in sintonia con la madre terra, in un gioco naturale di nascita, crescita, evoluzione e scoperta di se stessi.
La scelta cromatica predilige tonalità di arcobaleno, ove risulta ben leggibile la visione fantastica della vita.
Da anni espone in numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, ottenendo notevoli consensi e premi .

 

VINCENZO BIAVATI

 

Al grande e suggestivo piano sottostante della Galleria le Opere scultoree luminose e le installazioni cromatiche  dell’Artista Vincenzo Biavati

La sua ricerca si manifesta nei suoi lavori, che sono il risultato del grande interesse per la luce in tutte le sue espressioni.

La luce, il colore e i riflessi rappresentano la riscoperta della vita “perché spesso vediamo il buio e il nero come assenza di colore, mentre invece con l’utilizzo sapiente della tecnologia luminosa possono diventare luce sfolgorante e opere d’arte”, spiega l’artista domandando al proprio pubblico: “a chi non piacciono i luccichii delle faville, i riflessi degli Swarovski, i colori dell’arcobaleno?”.
Vincenzo Biavati li va a cercare o li crea, anche recuperando materiali di consumo quotidiano, e con raffinati interventi di riciclo, li realizza e li amplifica come icone della sua sperimentazione.

Sul tema della luce ha proseguito il suo percorso artistico, progettando sia grandi installazioni site specific,sia piccole e raffinate opere.

Di lui Paolo Levi ha scritto: Le opere di Vincenzo Biavati sono composizioni sperimentali realizzate con un linguaggio originale che si sviluppano nello spazio creando istallazioni fatte di materia, luce e colore.
Un mondo poetico, fatto di cromatismi con led soffusi immersi in luoghi metafisici che creano atmosfere sospese e incan­tate.

Potenti fasci di luce squarciano il buio regalandoci esperienze sensoriali inedite: proprio la luce è la protagonista di queste opere, la cui forza
gene ratrice e vitale partecipa attivamente alla costruzione delle immagini.

Vincenzo Biavati ha esposto in numerose sedi nazionali e interazionale e non ultimo il suo approdo in America

 

PAOLO RONZANI-NEL CUORE DELLA MADRE TERRA

 

Pittore e scultore, si forma presso il Centro Maschere e Strutture Gestuali del Maestro Donato Sartori, dove inizia la sua ricerca come scultore. Affascinato dall’impronta lasciata dalle trame dei tessuti, inizialmente lavora con il gesso e le velature ad olio per arrivare in seguito alla ceramica Raku e agli spettacolari effetti degli ossidi e delle cristalline.

Il fuoco Raku è uno dei processi di ceramica più eccitanti e gratificanti.  Ci sono così tanti fattori che determinano il risultato dell’Opera come per es. la temperatura di cottura, la condizione termica esterna del momento, quanto tempo è tenuto il pezzo nelle fiamme e con quanta velocità ottieni le fiamme …ecc.. Una tecnica che richiede conoscenza e capacità, e sicuramente inventiva..

La passione di Paolo per il materiale e la sua storia, così come la sua infinita sete di conoscenza, hanno ispirato il suo attuale modello di produzione. Le sue Opere sono esclusive sia per le tecniche inedite elaborate, sia perché ispirate da personali esperienze interiori, sogni, e viaggi sciamanici.

Nello spirito tradizionale di trasformazione, ha sentito il forte desiderio di andare verso nuovi orizzonti, di conoscere e lavorare con le diverse tecniche di produzione e i prodotti finali della ceramica, così come i grandi maestri del loro mestiere. 

Alcuni viaggi in luoghi con una storia di ceramiche millenarie hanno completato la sua ispirazione. 

Grazie alla diversità delle sue esperienze, l’Artista è stato in grado di sviluppare un suo metodo molto personale con l'obiettivo di trasferire le vecchie conoscenze nella nuova generazione e nel tempo. 

Impronte digitali, segni di graffi e scanalature di torsione non sono ritoccati, ma restano come segno di autenticità!

Le indicibili variazioni interiori formano paesaggi, figure, animali, maschera Maya che si muovono nel tempo.

Parte di questa serie Maya è stata costruita con frammenti a volte geometrici a volte irregolari tagliati e inseriti su uno sfondo in plexiglass nero che simboleggia il cosmo nel quale l’Artista si perde .

Ogni Opera incorpora alcuni pezzi colorati che danno il punto di partenza per esplorare un grigio monocromatico come segno del tempo che ci trasporta in un’epoca lontana di misticismo tipico di un popolo affascinante come quello dei Maya

Il grigio trasporta intrinsecamente l'evanescenza dei colori nella sua energia pittorica e qui traduce il liquido, il gas, la materia e le sensazioni in movimento. Il contrasto del grigio e del colore presente in questa serie evoca spazi-temporali tra sogno e realtà. 

Il materiale, dipinto, è graffiato, posizionato leggermente in maniera asimmetrica, la linea è sinuosa e le spire portano il movimento. Lo sguardo è libero di navigare, aggrapparsi ai difetti o allontanarsi verso l'orizzonte.

L'evanescenza è un caos silenzioso.

Il punto di partenza è un incontro umano immortalato dal lavoro modellato.

La domanda è per l'Artista di interrogarsi e interrogare gli altri sui sentimenti di empatia, rivolta, passione, tempo, che animano la nostra umanità.

La presenza di sagome umane a volte a grandezza naturale è un contributo all'opera che riecheggia il soggetto nello spazio. Lo spazio è galleggiante, scandito, prospettico e riflette la fuga della persona nel sogno, la fuga dalle vicissitudini quotidiane.

Ogni scultura è intrisa di un colore diverso, estratto dalla realtà dell'opera e i colori brillanti e nitidi sono l’eco della nostra realtà urbana.

IL lavoro di Paolo si concentra sul singolo di fronte a se stesso e agli altri attraverso i temi dell'identità, l'esilio, la solitudine urbana, intime variazioni emotive, sogni, misticismo, sciamanismo come credenze, pratiche religiose, tecniche magico-rituali della storia che attraverso gli spiriti ultraterreni determinano la sorte e gli avvenimenti più terreni, astrazioni temporali come testimonianza di varie ere evolutive degli esseri viventi...

 

 

 

 

Maria Grazia Todaro Art Director e Critico QueenArtStudio Gallery

Padova 21-03-2019

Solo Exhibition ' MITI E UTOPIE' di J. Lorenzo Luis Diaz

 

presenta la mostra 'MITI E UTOPIE' dedicata all’Artista cubano José Luis Lorenzo Díaz, meglio noto come Lorenzo (1976, Pinar del Río, Cuba). dal 15 Febbraio al 2 Marzo 2019
L’Artista Si è laureato presso la Scuola Professionale di Arti Plastiche di Pinar del Río Carlos Hidalgo [Scuola Professionale di Arti Plastiche Carlos Hidalgo] e membro dell'Associazione Hermanos Saíz e dell'UNEAC [Unione degli Scrittori e Artisti di Cuba].
Il contributo artistico di Lorenzo ha uno sfondo sociale e si concentra sugli aspetti culturali, ecologici, sociali e politici della vita cubana. Secondo Amalina Bomnin nel suo articolo "La mia maschera quotidiana", la sua opera rivela un profondo interesse per il mito e temi legati all'insularità e all'utopia, concentrandosi sulla responsabilità dell'individuo nell’ ostacolare le possibilità utopiche: autocensura , indolenza, mancanza di senso di appartenenza e altre tendenze che rovinano la speranza di una società migliore.
Il lavoro di Lorenzo è caratterizzato dall'uso della materia naturale, a volte di natura scatologica; il suo utilizzo di sangue, sterco animale, materiali riciclati, terra, iuta, tronchi di palma, gli permettono di riflettere sugli aspetti precari della vita e della produzione artistica.
I suoi dipinti sono sempre intensamente drammatici.
Lorenzo ha partecipato a oltre 140 mostre collettive a Cuba, in America Centrale e in Europa. Ha avuto 17 mostre personali e 24 premi nazionali.
Artista indipendente, il suo lavoro comprende sculture, murales, stampe, grafica, pittura e installazione.
È stato membro della giuria in prestigiosi eventi artistici nazionali e regionali.
Per ulteriori informazioni sul lavoro di Lorenzo, vedi http://jose-luis-lorenzo.artelista.com/
La mostra organizzata da QueenArtStudio ha intenzione di mostrare attraverso l’arte di Josè Luis Lorenzo Diaz internazionali le problematiche sociali e culturali del Mondo Cubano
La Mostra sarà visitabile dal martedì al sabato dalle ore 16.30 alle 19.30
Inaugurazione con Aperitivo Artistivo il 15 febbraio 2019 alle 18.00 Riviera Tito Livio 75 a Padova –Ingresso Libero. L’Artista sarà presente all’Inaugurazione.
MariaGrazia Todaro Art Director
Riviera Tito Livio 75-35100 Padova
 
www.queenartstudio.it
queenartstudiopadova@yahoo.com
tel 3346447738
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ESPOSIZIONE PERSONALE  'INCANTESIMI DEL SUBCONSCIO'                      LA FLOW ART                        DI NICOLA MOREA'

 MOSTRA PERSONALE DELLE OPERE FLOW DELL'ARTISTA

NICOLA MOREA

'INCANTESIMI DEL SUBCONSCIO'  

 

 

BIOGRAFIA

 

Nicola Morea pittore e incisore professionista, nato a Bari il 16 agosto 1943, risiede ed ha il suo studio a Mola di Bari – Via E. Toti,36/A.

Eredita la vena artistica da sua madre, creatrice di moda, si forma in pittura alla scuola del pittore italo-venezuelano ‘Don Pedro’. Inizia la sua attività espositiva con una personale a Gioia del Colle nel 1976. Per la grafica si avvale degli insegnamenti di Maria Bellomo, docente di incisione alla Accademia di Belle Arti di Bari, e Marisa Salomone, presso le cui stamperie dal 1980 ad oggi ha eseguito oltre quaranta titoli tra acqueforti, acquetinte, serigrafie e linoleografie.

Al suo attivo ha oltre 50 personali in Italia e all’estero e partecipazioni a concorsi di livello nazionale e internazionali con riconoscimenti significativi.

 

Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.

 

Nel 1996 con altri artisti ha fondato il movimento “Terzo Millennio” aspetti d’arte contemporanea.

 

Nel 2011 è stato invitato alla 54^ Biennale di Venezia.

 

Nel corso degli anni, la sua ricerca si è estrinsecata nei cicli:

 

1983-1984 Nuvole barocche 

1985-1986 Tele tagliate

1987-1989 Finestre

1987-1989 Le porte del tempo 

1992-1998 Tracce

1995-1998 Trasparenze 

1998 - 2018  Iperpop 

2018  FLOW ART 4. 0

www.nicolamorea.com

 

 

 

Recensione Critica 

Nella nuova attuale serie e tecnica di dipinti fluidi (Flow Art) di Nicola Morea, l'esposizione di forme e colori è riunita dalla mano dell'artista ma manipolata attraverso forze della natura. 

Alcuni dipinti sono filati o scossi, mentre altri si basano su reazioni tra i materiali, o sulla loro gravità per consentire al dipinto di formarsi quasi da solo.

I dipinti sono costituiti da molti strati di pittura, ognuno dei quali crea la propria superficie astratta fluente lasciata aperta all'interpretazione da parte dello spettatore.

Nicola dipinge per mettere lo spettatore davanti al suo lavoro in un diverso stato di coscienza. 

Il suo obiettivo finale è usare una sorta di lancio d’incantesimi per aprire il subconscio. 

Se le sue forme astratte possono far sentire un po’ a disagio, allora la magia sta facendo il suo lavoro. 

La maggior parte del lavoro di Morea è musica, tutto è colore.

La sua arte è astratta semplicemente perché il mondo è complicato e potenzialmente senza limiti e questo è ciò che dovrebbe essere l'arte.

Realizza quadri unici con una varietà di mezzi, tra cui colori acrilici fluidi, resina e inchiostri alcolici. 

 

Riassume così "la spontanea liberazione fisica nello spazio, la quasi caotica maneggevolezza del colore" come antidoto al "nostro mondo di lavoro organizzato, strutturato, pesante ".

Oggi dunque preferisce la resina, inchiostri a base di resine epossidiche per soddisfare il suo impetuoso processo di lavoro. 

Con questa nuova energia arriva il coraggio di approfondire i nuovi mezzi, e dopo mesi passati a sperimentare è rinato a nuova vita!

Funghi fantastici spuntano su un boschetto ombroso, promettendo di trasformarsi ancora se si resta a contemplare, un secondo più lungo.

Gli oceani esplodono con meduse e barriere coralline, che tentano di immergersi più a fondo.      

 

Flora e fauna si fondono come una cosa sola nella nuova serie: nature sospese, mondi fantastici, magma luccicanti… così ispirato nelle forme, dalla luna, dalle rocce, dai minerali, dai cristalli, dall’acqua …

I pigmenti hanno caratteristiche diverse, e Morea consapevole di tutto ciò, usa la viscosità degli acrilici fluidi per sfruttare il loro potere di attrarre o respingersi a vicenda mentre si contendono la posizione in un viaggio fluente di modelli in evoluzione. 

 

L'energia esplosiva dei rosa e dei rossi caldi e lentamente in via di sviluppo ,di blu e verde sono resi vivi in ​​ricette accuratamente miscelate. 

Le microimmagini risultanti sembrano direttamente correlate ai modelli trovati in tutto il mondo naturale.

 

L'arte è la parola e presto l’Artista si è ritrovato ipnotizzato da ciò che poteva essere.

Il suo terzo occhio è oggi su un altro livello, un nuovo spazio di creazione, carico alla velocità della luce con manifestazioni visive diverse da qualsiasi altra cosa avessi mai sperimentato prima.

Questo è di là dalla psichedelia, o del film fantasy, o qualsiasi sforzo per meditare e creare una sorta di senso del cosmico.

 

L'approccio di Nicola Morea alla sua arte è libero e intuitivo, un processo che implica una stratificazione complessa di colori e trame che creano l'illusione di più livelli e dimensioni.

Il risultato finale - un potente riflesso dell'ispirazione che raccoglie dalla bellezza che vede nel mondo che lo circonda e dall'interconnessione di tutte le cose. 

 

Quando dipinge, ottiene una visione completamente nuova del mondo. Ombre, luci, forme, colori ... Tutto è come nuovo ed è in continua evoluzione…la creazione e la vita sono insieme in una danza eterna.

 

Maria Grazia Todaro Art Director e Critico di QueenArtStudio Gallery

 28 Dicembre 2018

 

Dal 19 Gennaio al 2 febbraio 2019
dal martedì al sabato ore 16.30-19.30
 

 

 
 

Critic review of Nicola Morea: ‘ Enchantments of Subconscious’

In Nicola Morea’s actual series of fluid paintings exhibit of forms and colours is put together by the artist’s hand but it is mixed through forces of nature.  

Some of his paintings are continuous or shaken, whereas some other ones are based on reactions among materials, or on their gravity to let the painting be almost formed for itself.

Paintings are made up of many layers of paint, each of them creates its flowing abstract surface which leaves enough space for the audience’s interpretation.

Nicola paints to put audience in front of his work in a different conscious state.  

His final goal is to use a sort of launch of enchantments to open its subconscious.  

If his abstract forms are able to make feel a little bit uncomfortable, this means magic is doing its work.

Most of Morea’s work is music, everything is colour.

His art is abstract simply because the world is complicated and potentially limitless. This is what art should have to be.

He realizes unique paintings with a selection of means, among which fluid acrylic colours, resin and alcoholic inks.  

He sums up “ natural physical release into the space, almost chaotic manageability of colour” as the cure for “ our world made up of organized, structured and heavy work”.

Nowadays, he so prefers resin, epoxy resins based inks to satisfy his impetuous working process.

With this new energy he gets courage to develop new means, and after months spent testing he is born into a new life!

Fantastic mushrooms appear from a small shady wood, promising a new transformation if they are still admired one second more. Oceans explode with jellyfishes and coral reefs trying to dip more deeply. Flora and fauna melt as one in  new series: suspended natures, fantastic worlds, sparkling magma… he is inspired in forms by moon, by rocks, by minerals, by crystals, by water…                                                                                       

Pigments have different characteristics, and Morea is aware of this. He uses viscosity of fluid acrylic colours to take advantage of their power of attraction or mutual repulse while they compete for best position in a fluid trip of evolving models.

The explosive energy of rose shades and of hot red shades and slowly of blue and green ones in development are made profound in carefully blended receipts. Micro images which result seem directly linked to models found in all the natural world.

Art is word and soon the Artist has been hypnotized by what it could be. His third eye is nowadays on another level, a new space of creation full of visual exhibitions at the speed of light which are different from any other thing that had ever been tested before.

This goes beyond psychedelia or fantasy movie, or beyond any kind of effort to meditate and create a sort of cosmic sense.

Nicola Morea’s approach to his art is free and intuitive. It is a process which involves a complex layering of colours and textures which create illusion of more levels and dimensions.

Final result is a powerful reflection of inspiration which he collects from beauty and which he sees in the surrounding world and from interconnection of all things.  

When he paints, he gets a completely new vision of the world. Shades, lights, forms, colours… Everything is as good as new and is constantly evolving… creation and life are together in an everlasting dance.

 

Maria Grazia Todaro Art Director and Critic of QueenArtStudio Gallery

 28 December 2018

Solo Exhibition 'Astrazioni Poetiche' di UMA ASLAM

Queenartstudio Gallery vi aspetta il 12 Gennaio 2019 alle ore 18 in Riviera Tito Livio 75 a Padova per l'inaugurazione CON APERITIVO dell'Esposizione Personale di alcune Opere di Uma Aslam

'Con il suo colore e linguaggio formale, sforzandosi per raggiungere l'armonia, Uma Aslam riconcilia emozione e ragione in una tavolozza colorata di una bella brillantezza. 
Cercando e scoprendo, sposta il figurativo in astratto o, l'astratto nel figurativo, cerca i confini e poi li nega.
Uma vuole condividere questa esperienza sublime con noi. Guardare e assorbire la sua arte ci dà la sensazione di essere a posto. 
I suoi dipinti, esposti qui, non sono imitazioni della realtà, ma un mondo in sé come una registrazione visiva dell'interazione tra casualità e controllo.
Quindi quel "qualcosa" che suggerisce la prossima cosa, e la successiva, e così via, finché non emerge una sorta di logica interna espressiva. 

La sua arte ci fa meraviglia e determina il nostro punto nello spazio. Poi arriva l'emozione e il desiderio che automaticamente si trasforma in necessità di vedere oltre. 

Uma ha portato avanti con saggezza artistica e matematica forme sia gentili che fortemente plasmate che impregnano i suoi dipinti di riflessioni. 
Con le sue regole misurate per la luce e il suo rispetto per il colore, l’Artista ha un ruolo importante nella composizione e nella cura dei dipinti che ispirano veramente. 
I dipinti di Uma chiamano gentilmente i loro spettatori.
Sono astrazioni sussurrate, astrazione a volte senza descrizione ma, affascinano come eleganti sillabe in poesie dipinte con delicatezza. 
Non cerca di scandalizzare o di ammaliare con gesti raffinati, né di ingannare con il fascino dei fiori. La vernice raggiunge la sua tela come una ricca nebbia di tinte per giocare nell'aria briosa.
Una possibile imprecisione dei confini stuzzica l'incertezza, ma i colori respiranti che sembrano macchiati di nuovo ricompensano le nostre attenzioni ancora e ancora.

Il suo lavoro descrive ampi orizzonti, grandi cieli, specchi d'acqua e forme del terreno. Raccoglie una serie infinita di scene ispirate e le rilascia sulla sua tela in semplici e sottili rendering che rapidamente congelano il momento nel tempo e lasciano una registrazione pittorica di un processo poetico.
Le sue scene sono orizzonti senza luogo in cui lo spettatore può trascendere psicologicamente. 
Con le linee fluide e il colore che cambia lentamente, evoca sospiri meditativi. Morbido e sofisticato, il suo modo di essere naturale in cui sintetizza le nozioni di colore della realtà. Suggerisce ottimismo attraverso la cattura di ciò che è bello in natura

Con la Luce e l’ ombra approfondisce e trasmette l'impressione di tridimensionalità. 
In alcuni dipinti con la geometria frattale modula liberamente lo spazio di luce, portando i ritmi e le forme le dimensioni come casualmente disposti…

Gli oggetti dell'immagine visiva, diventano segni, concetti spirituali, e hanno un significato poeticamente simbolico, qualcosa da comunicare e da raccontare…. 

Maria Grazia Todaro Art Director e Critico 20-09-2018'

QUANDO:dal martedì al sabato dalle ore 16.30 alle 19.30 fino al 24 Gennaio 2019


ENGLISH

Queenartstudio Gallery awaits you on January 12, 2019 at 18.00 in Riviera Tito Livio 75 in Padua for the inauguration of the Personal Exposition of some Works of Uma Aslam

'With her colour and official language, which make her force to reach balance, Uma Aslam reconciles emotion and reason in a coloured palette with a beautiful brilliance. 
By looking for and by discovering, she moves the figurative into the abstract and vice versa, she looks for borders and then she denies them. 
Uma wants to share this lofty experience with us. To look and to absorb her art give us feeling to be all right. 
Her pictures here exposed, are not reality’s imitations. They represent a world in itself just like a visual recording of interaction between chance and control. 
Therefore, that “ one thing” that suggests the next thing, the further one and so on up to reach a sort of internal expressive logics. 

Her art wonders us and determines our point in space. Then there are emotion and desire which automatically turn into need of seeing beyond. 

Uma has pursued with an artistic and mathematics wisdom forms both kind and strongly shaped which soak of meditations her pictures. 

For her rules tailored for light and her respect for colour, the Artist has an important role in pictures’ composition and care which really inspire.

Uma’s pictures kindly call their spectators. 
It is about whispered abstractions , sometimes without any description but they attract to see how elegant syllables in poetries painted with sensitivity. 

She does not try to shock or to glamour with refined movements, nor to deceive with flowers fascination. Varnish reaches her canvas as a thick fog of colours to play at the perky air. 

An eventual inaccuracy of borders teases incertitude, but breathing colours which seem to be stained again reward our attention again and again. 

Her work describes wide horizons, great skies, bodies of water and land forms. She collects an infinite range of inspired scenes and release s them on her canvas in simple and subtle renderings which rapidly freeze as time passes and leave a pictorial recording of a poetic process. 

Her scenes are horizons without any place where spectator can psychologically go beyond. With fluid lines and colours which slowly changes, she evokes meditative sighs. Her way of being natural is soft and sophisticated. She hence summarises notions of colour in reality. She suggests optimism through capturing what is beautiful in nature. 

With light and shadow she deepens and transmits feeling of three-dimensionality. 

In some of her pictures, with fractal geometry she freely shakes space for light, by bringing to rythms and forms those dimensions as they had casually been provided…

Objects of visual image become signs, spiritual concepts, and have a poetically symbolic meaning, something to comunicate and to tell… 


Maria Grazia Todaro Art Director and Critic 20-09-2018'

WHEN: Tuesday to Saturday from 16.30 to 19.30 until 24 January 2019

 

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SOLO EXHIBITION OF LUISE GANDON                    'PORTRAIT OF MOVIES'                  

 

Luise Gandon
è un'Artista franco-austriaca e vive e lavora a Vienna, dove è nata e lavora ancora oggi.
Dopo la sua carriera di insegnante si è concentrata sul ritratto e sulla pittura del nudo.
Nel suo lavoro, tematizza l'essere umano e la relazione interpersonale in diverse situazioni.

Ha preso parte a numerosi seminari di nudo e ritratti in Austria e Germania per cinque anni, con i docenti Lucia Riccelli, Bogdan Pascu e Milan Markovic.
Come motivi, sceglie sia modelli viventi che fotografie e istantanee tratte da scene cinematografiche. È importante per lei creare ritratti espressivi, le espressioni facciali dei suoi protagonisti indicano la loro condizione e le scene rappresentate. 
Quindi le sue foto sembrano primi piani di un estratto del film, senza conoscere la trama.
Questo modo di presentare porta tensione nel suo lavoro, perché risveglia la curiosità di chi guarda.

Negli ultimi due anni ha esposto a Vienna, Burgenland, Kitzbühel, Berlino, Amburgo, Parigi, Aix-en-Provence, Londra e New York, e a Cannes e Padova con QuenArtStudio Gallery.

Lucia RICCELLI, Bogdan PASCU e Milan MARKOVIC hanno apprezzato e recensito i suoi lavori.

L'Inaugurazione è prevista per Sabato 17 Novembre ore 18
Ingresso libero  con Aperitivo Artistico
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 16.30 alle 17.30 chiuso domenica e lunedì
QueenArtStudio ​Gallery​
​Centro Espositivo di Arte Internazionale
Riviera Tito Livio angolo via Gualchiere 75 Padova
www.queenartstudio.it
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NU-INCANTAMENTI ALCHEMICI                Esposizione Personale  di PATRIZIA CONDINI

NU-INCANTAMENTI ALCHEMICI
Esposizione delle Opere di PATRIZIA CONDINI


Dal 26 Ottobre al 9 Novembre 2018
Inaugurazione 26 Ottobre ore 18 con Aperitivo Artistico 


Queenartstudio Gallery Riviera Tito Livio 75 -Padova
www.queenartstudio.it
queenartstudiopadova@gmail.com

Patrizia Condini nei suoi dipinti coglie le molteplici sensazioni della sua anima . 
Ispirata da momenti che si sono "bloccati" nella sua memoria, l'Artista crea Opere emozionanti usando palette di colori accattivanti e audaci.
Ogni pittura mostra il profondo fascino per la libertà : un concetto che associa fortemente con il suo interesse per i "processi complessi che avvengono sia all'esterno che all'interno" di ogni essere umano.
Oltre ad esplorare cosa vuol dire essere un individuo libero, Patrizia usa anche i suoi dipinti di grandi dimensioni come sbocco per la propria auto-espressione: "La mia arte riflette il mondo che percepisco con tutti i miei sensi", spiega. "Le persone che incontro e amo; la natura che ammiro; e tutte le cose che influenzano il modo in cui sono. "
Ha sempre saputo che vuole creare. Quando era una bambina era affascinata dall'arte ampiamente definita. Ha sognato di creare, non distruggere. Non ha scelto la pittura. La pittura stava scegliendo lei.
Dipinge con tutto ciò che gli cade nelle mani, a volte con un pezzo di cartone, a volte con delle fotografie. Dipinge per lo più con le mani appunto ,e nasconde pensieri intimi, lettere, parole frasi tra i colori prepotenti e passionali.
Lo stile del suo dipinto è difficile da specificare. Ma penso che lo stile di Patrizia non abbia un nome, nessun confine. Ha una sua espressione o carattere, come ogni stile.
Su ogni tocco di tela, la vernice lascia una scia. La traccia dipende dalla pressione sulla vernice, dall'angolo di inclinazione, dalla densità, dalla quantità utilizzata e soprattutto dall’intensità del suo sentimento in quel preciso momento.
L'uomo guarda costantemente il tempo. Guarda l'orologio, vive di ora in ora. E questo la spaventa.. Ecco perché cerca di catturare il tempo nei suoi dipinti.
Dipingendo velocemente, corre contro il tempo. Una sfida surreale.
Ferma il tempo, un frammento di secondo e, fermando il tempo nella sua immaginazione si sente totalmente libera, come se fosse immersa nell'Oceano. 
E questa sensazione la dipinge sulla tela dove lascia pezzi di sé . 
‘NU’ (intercalare ebraico che ritroviamo in due sue Opere) la spinge ad andare avanti , oltre ….
Definire la sua Arte alchemica, significa definire la sua arte operativa, fatta di conoscenza e teorie filosofiche: una sorta di microcosmo all’interno del quale agisce quasi fosse la legittima seguace dei processi naturali di trasformazione, usando un linguaggio costituito da codici, alfabeti segreti, segni criptografici, ma anche da figure antropomorfe , che ci restituiscono una visione dell’Arte e dell’Artista come emulo di Dio.

Dieci delle sue Opere sono dedicate infatti alla Sefirot Ebraica 
Le Sefirot corrispondono ad importanti concetti metafisici ,sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza.
Inoltre, esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ognuno di noi, nella vita quotidiana. 

Nell’Arte di Patrizia Condini c’è quindi questo grande riferimento legato alla sua passione per la cultura ebraica ,di cui la Kabbalah è una delle espressioni più note ed allo stesso tempo più sconosciute. 
Quello del misticismo ebraico è un mondo molto complicato. Gli studi fatti in questo senso le hanno permesso di avventurarsi alla scoperta dell’albero della vita e della Sefirot : i dieci principi vitali che costituiscono una sorta di cosmogonia del mondo divino. 
Allo stesso tempo è, però, anche un viaggio nella psicologia umana, in quanto ognuna di queste Sefirot rappresentano un atteggiamento dell’uomo.
Riceve delle suggestioni da tutta questa tradizione e la traduce in arte attraverso delle creazioni originali. 
Ogni Opera è dunque ispirata ai vari sentimenti e ai vari aspetti della Kabbalah.
Ad esempio la prima Opera “Keter”, che vuol dire corona ma anche testa, si trova in cima all’Albero, è la sfera più celestiale e rappresenta il principio di tutte le cose. 
Per quest’Opera Patrizia ha scelto delle tonalità quasi siderali. Vi sono poi due tipi diversi di conoscenza intellettuale, corrispondenti alla percezione separata dei due emisferi cerebrali: la prima più artistica e intuitiva, la seconda più logica e razionale .
Per queste due Opere Patrizia ha scelto una linearità orizzontale e vivace. Dopo le prime tre Sefirot , vi sono i sei stati emotivi della psiche, tre più intimi (i rossi accesi e gli arancioni intensi)e tre più rivelati, più vicini all'esperienza fisica. Tutti e sei sono generati dall'opposizione fondamentale tra Chesed (Amore) e Ghevurà (Forza), comprensibili anche come attrazione e repulsione. L’ultima Opera, “Malkut” vuol dire terra o piedi è la Sfera più lontana dalla divinità lineare, rivolta soprattutto alle contingenze del mondo fisico e alle sue necessità. Per quest’Opera Patrizia ha scelto una trama più severa . Ha voluto dargli un ritmo verticale e, anche tecnicamente , si è ispirata alla forza del numero.
Nel piano più spirituale le dieci Sefirot diventano le "Dieci Potenze dell'Anima", dieci luci o sorgenti d’energia, che aiutano costantemente la crescita di coloro che sanno connettersi con esse, nel loro cammino di ritorno all'Albero della Vita ed ogni titolo di ogni Opera di Patrizia Condini corrisponde sia nel contenuto che nell’espressione ad ognuna di loro. .


Maria Grazia Todaro Art Director e Critico QueenArtStudio Gallery
Ottobre 2018

 

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